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Educare lo sguardo. Sacri tesori di legno e d'argento, Crousét e la Merenda Sinoira.

sabato 27 giugno 2026

Viaggio di gruppo
27 giugno 2026
NOVITA'. Nostro itinerario esclusivo
Iscrizione entro il 22 giugno 2026
Posti totali 25 • Partenza garantita a 15 iscritti

136 €

Valle Stura ... scrigno prezioso di tradizioni millenarie

Lungo l’intera Penisola, da nord a sud, isole comprese, esiste un immenso patrimonio: quello dei cosiddetti Musei Diocesani, di Cattedrali, Chiese e Confraternite, ancora sconosciuto ai più, scarsamente segnalato dalle guide turistiche e spesso soffocato da un’immagine polverosa: CHE NOIA ! 
Questa è l'idea che, spesso e troppo comunemente, risuona nelle nostre teste e che è del tutto lontana dalla realtà.
Noi con "Educare lo sguardo" desideriamo dare voce a questi “tesori”, impossessarci con entusiasmo delle chiavi che aprono queste preziose “scarabattole” scelte per voi, per nutrirci della bellezza che questi luoghi sanno donare.
In compagnia di Laura Marino, direttrice del Museo Diocesano di Cuneo, riceveremo la prima chiave d’accesso, iniziando questo percorso di visite dalla Valle Stura. Le chiese e le diocesi della Valle Stura custodiscono un patrimonio di straordinario valore artistico e spirituale: veri tesori di alta oreficeria sacra, spesso poco conosciuti. Tra questi spiccano crocefissi medievali del Duecento, croci processionali smaltate, reliquiari e raffinati candelabri del Quattrocento, testimonianza della ricchezza culturale e religiosa delle comunità alpine.
Opere preziose che raccontano secoli di fede, arte e tradizioni tra Piemonte e Provenza.

A cura di Massimiliano Ferrari Di Vincenzo
In questo viaggio sarete accompagnati da:
Laura Marino

Contiene un'esperienza IoVivoItalia
Profilo della Bussola Laura Marino
Puoi partire da
Cuneo e Torino
In Terre di Granda Club
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Sabato 27 Giugno 2026

Partenza dai luoghi convenuti in bus privato.
Arrivo a Demonte, uno dei principali centri della Valle Stura, in provincia di Cuneo, immerso tra montagne alpine e antiche vie di collegamento verso la Francia.
Il paese conserva un carattere storico molto forte, fatto di case in pietra, portici, tradizioni religiose e testimonianze artistiche che raccontano secoli di vita comunitaria.
Passeggiando nel centro storico si percepisce ancora l’importanza che Demonte ebbe come luogo di passaggio e di commercio lungo la valle. Qui ci attendono i primi tre gioielli. 
La Confraternita della Misericordia rappresenta una delle testimonianze più significative della devozione popolare locale. L’edificio, legato alla tradizione delle confraternite laicali, custodisce un’atmosfera raccolta ed austera, arricchita da elementi decorativi barocchi e da opere che riflettono la spiritualità della comunità demontese nei secoli passati.
La Chiesa di Santa Croce è un piccolo gioiello dal fascino alpino. La semplicità della facciata contrasta con l’intensità dell’ambiente interno, dove affreschi, altari e dettagli artistici testimoniano la profonda tradizione religiosa della valle.
Infine la Parrocchiale di San Donato è il principale edificio sacro del paese e costituisce il cuore spirituale della comunità. Dedicata al patrono San Donato, la chiesa si distingue per le sue dimensioni imponenti rispetto al contesto montano circostante e per la ricchezza delle decorazioni interne, tra altari, dipinti e arredi liturgici che raccontano la storia religiosa e artistica di Demonte. 
Proseguiamo alla volta di Vinadio per la seconda colazione.
Vinadio è uno dei borghi più caratteristici della Valle Stura immerso nelle Alpi Marittime.
Storicamente fu un importante punto strategico di difesa tra Piemonte e Francia, ruolo testimoniato ancora oggi dal celebre Forte Albertino, imponente fortificazione ottocentesca. Famosa, per le sue Terme, conosciute fin dall’antichità per le acque sulfuree che sgorgano naturalmente ad oltre 60°C.
Nell’Ottocento e nei primi decenni del Novecento le terme divennero una rinomata stazione climatica frequentata dalla casa reale sabauda e dall’aristocrazia piemontese. I sovrani soggiornavano qui durante l’estate sia per motivi di salute sia per il clima fresco alpino: per questo motivo le terme vennero spesso chiamate “terme reali”. La presenza dei Savoia contribuì alla fama internazionale del complesso termale, trasformando Vinadio in una meta elegante e ricercata.
La Parrocchiale di San Fiorenzo, è un ’edificio di origine medievale ed è stato rimaneggiato nei secoli successivi, vi sono custoditi importanti tesori. Di particolare valore sono le opere provenienti dalla tradizione alpina piemontese legati al culto di San Fiorenzo. Le nostre visite ai gioielli di questa ricca valle, terminano con il borgo di Bersezio, posto lungo la storica via che conduce al Colle della Maddalena, la visita al paese permette di ammirare raffinati argenti sacri, testimonianze dell’abilità degli artigiani tra Seicento e Settecento.
Prima della partenza per il rientro, concludiamo con la possibilità del classico rituale delle nostre vallate:
la “Merenda Sinoira”.
 Rientro nei propri luoghi d’origine del viaggio.

La proposta gastronomica in ristorante a Vinadio comprende:

Crousét al ragu'

Macedonia di frutta fresca

Acqua e caffè

La Merenda Sinoira comprende:

Tagliere di salumi e formaggi

Frittura di verdure

Pizza e focaccia

Pane e grissini

Vino o bevanda a scelta inclusa

Le tradizioni della tavola

I Crousét sono un tipo di pasta fresca, tipico delle valli occitane alpine del Piemonte.
Il loro nome deriva dal provenzale e significa “incavo” o “piccola croce”, in riferimento alla caratteristica forma concava creata con il pollice. La loro storia è legata agli scambi culturali tra le Alpi e la Provenza, e nel tempo sono nate diverse leggende sulla loro origine. Una delle più affascinanti li collega alla regina Giovanna I di Napoli, che avrebbe fatto conoscere in Provenza le orecchiette della sua terra d’origine… oppure sarebbe accaduto il contrario. È inevitabile che nasca una disputa tra Nord e Sud, ma noi preferiamo immaginare che Giovanna si sia innamorata dei Crousét e li abbia portati con sé nella sua terra natale. Qualunque sia la verità, è bello pensare che un piatto così popolare e amato unisca l’estremo nord della penisola all’assolato tacco d’Italia, creando un ponte gastronomico tra il Piemonte e il Sud, in particolare con le orecchiette pugliesi. Ogni Crousét è unico: viene modellato singolarmente sulla spianatoia con un paziente movimento del pollice, che crea le tipiche pieghe della pasta, perfette per trattenere il sugo. Ottenere un vero Crousét non è semplice: il pollice, nel dare forma alla pasta, deve creare almeno sei pieghe nella parte centrale, anche se l’ideale sarebbe arrivare a quattordici.
E forse non è un caso che il loro nome richiami proprio la “piccola croce”. In queste vallate, infatti, la tradizione gastronomica si intreccia profondamente con quella artistica e religiosa: le antiche chiese custodiscono preziose croci processionali e opere di alta oreficeria sacra, testimonianza della ricchezza culturale e spirituale delle comunità alpine. Così, durante una giornata dedicata alla scoperta dei tesori delle chiese della vallata, i Crousét diventano non solo un piatto della tradizione, ma anche un simbolo identitario capace di raccontare, attraverso il cibo, la storia, l’arte e la memoria di queste montagne.

La merenda sinoira è una tradizione tipica delle vallate piemontesi, nata come pasto contadino consumato nel tardo pomeriggio e prolungato fino a sera, da cui il nome che unisce “merenda” e “sinoira” (cioè cena). Si tratta di un momento conviviale semplice e abbondante, in cui si condividono salumi, formaggi, pane rustico, frittate, torte salate e vino locale, spesso all’aperto o in ambienti rurali.
Più che un pasto, è un rito sociale che unisce convivialità, lentezza e sapori autentici della tradizione alpina e collinare piemontese.

 


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