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Perugia ed Assisi. La Rivoluzione di Giotto e di San Francesco

mercoledì 10 - venerdì 12 giugno 2026

Viaggio di gruppo
10 giugno 2026
Iscrizione entro il 30 aprile 2026
Posti totali 25 • Partenza garantita a 20 iscritti

480 €

Una mostra d'Eccezione per un anno d'Eccezione

Il 2026 è una grande occasione per un viaggio nel cuore dell’Umbria per lo meno per due motivi: il primo è la mostra d'eccezione Giotto e San Francesco, una rivoluzione nell'Umbria del '300 ospitata a Perugia, l'altro è la consacrazione di quest'anno a San Francesco, patrono d'Italia e figura universalmente amata.  Assisi e Perugia dialogheranno offrendo itinerari esclusivi che questo viaggio vi saprà offrire in una stagione particolarmente piacevole.

A cura di Chiara Ardino
Puoi partire da
Cuneo e Torino
In Terre di Granda Club
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1° Giorno - Mercoledi 10 Giugno 2026 Lago Trasimeno

Partenza al mattino dal Piemonte a bordo del vostro bus Gran Turismo. Il viaggio verso l’Umbria sarà intervallato da alcune soste lungo il percorso, utili per rilassarsi e godersi il tragitto. Arrivo nella zona del Lago Trasimeno, uno degli specchi d’acqua più ampi d’Italia. Pranzo libero sulle rive del lago. Nel pomeriggio è prevista la navigazione sul lago, occasione perfetta per ammirare il paesaggio e respirare l’atmosfera tranquilla di questo angolo d’Umbria. Proseguimento verso l’hotel, sistemazione nelle camere riservate. Cena e pernottamento in hotel.


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2° Giorno - Giovedi 11 Giugno 2026 - La mostra di Giotto e la scoperta di Perugia

Dopo la prima colazione in hotel, incontro con la Bussola IVI per la visita della mostra dedicata a Giotto e San Francesco: una rivoluzione nell'Umbria del '300.  La visita sarà una straordinaria occasione per scoprire opere d'arte d'eccezionale valore e collocarle nel giusto contesto artistico del tempo, spiegando come Giotto abbia rivoluzionato il modo di dipingere introducendo una nuova attenzione all’espressività delle figure, alle emozioni e alla rappresentazione dello spazio. Attraverso dipinti e approfondimenti storici sarà possibile comprendere l’importanza di questo straordinario artista, considerato uno dei padri della pittura moderna. (per un approfondimento sulla mostra ti consigliamo di leggere il dettaglio di seguito riportato). A seguire pranzo libero;  il pomeriggio sarà dedicato alla visita guidata di Perugia, città elegante e ricca di scorci suggestivi. Passeggiando nel centro storico si arriverà nella splendida Piazza IV Novembre, cuore monumentale della città, dove si trova la Fontana Maggiore, capolavoro della scultura medievale. Qui si affacciano anche il maestoso Palazzo dei Priori, storico simbolo del potere comunale, e la Cattedrale di San Lorenzo. La visita proseguirà lungo il vivace Corso Vannucci, la via principale della città, animata da palazzi storici, negozi e caffè. La passeggiata sarà l'occasione per curiosità ed aneddoti sulla storia della città, che nei secoli è stata un importante centro culturale e artistico dell’Italia centrale. Al termine rientro in hotel per cena e pernottamento.

 


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3° Giorno - Venerdi 12 Giugno 2026 - Assisi, la città di San Francesco

Dopo la prima colazione, la partenza sarà dedicata alla visita di Assisi, celebre in tutto il mondo il legame con San Francesco. La visita guidata tra le vie del suggestivo centro storico, caratterizzato da case in pietra chiara, vicoli medievali e splendidi scorci sulla valle umbra. Il momento centrale della visita sarà la Basilica di San Francesco, straordinario complesso formato da due chiese sovrapposte e considerato uno dei luoghi più importanti della spiritualità cristiana. All’interno si potranno ammirare i celebri cicli di affreschi che raccontano la vita del santo, opere realizzate da grandi maestri della pittura medievale e fondamentali per la storia dell’arte italiana. La passeggiata proseguirà poi verso la Piazza del Comune, cuore della vita cittadina fin dall’epoca romana, dove si trova il sorprendente Tempio di Minerva, antico tempio romano perfettamente conservato e trasformato in chiesa nel corso dei secoli. La visita continuerà fino alla Basilica di Santa Chiara, dedicata alla fondatrice dell’ordine delle Clarisse e punto panoramico da cui si gode una splendida vista sulla valle sottostante. Durante il percorso la guida racconterà la storia di San Francesco e di Santa Chiara, figure che hanno profondamente segnato la storia spirituale e culturale di Assisi. Al termine della visita ci sarà tempo per il pranzo libero e per una passeggiata tra le caratteristiche botteghe del centro storico, prima della partenza nel pomeriggio per il viaggio di rientro verso il Piemonte, con arrivo previsto in serata.




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La mostra secondo

Dal 14 marzo al 14 giugno 2026 la Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia celebra l’ottocentesimo anniversario della morte di san Francesco d’Assisi con la grande mostra Giotto e san Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento, curata da Veruska Picchiarelli ed Emanuele Zappasodi, promossa e organizzata dai Musei Nazionali di Perugia – Direzione regionale Musei nazionali Umbria, in collaborazione con il Comitato Nazionale per le Celebrazioni dell’Ottavo Centenario della morte di san Francesco d’Assisi, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, le Regione Umbria, la Custodia Generale del Sacro Convento di san Francesco, la Provincia Serafica dei Frati Minori di Umbria e Sardegna, l’Arcidiocesi di Perugia – Città della Pieve, il Comune di Perugia e Confindustria Umbria. La manifestazione si avvale della collaborazione dell’Archivio di Stato di Perugia e del contributo di Regione Umbria, Camera di Commercio di Perugia, Fondazione Perugia, Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni, Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, ARVEDI AST e Nestlé; con RAI Umbria in qualità di media partner. L’esposizione si concentra su uno dei momenti più decisivi della storia dell’arte occidentale: l’incontro tra il carisma francescano e l’innovazione figurativa di Giotto, che diede origine a una profonda trasformazione del linguaggio artistico, segnando il passaggio dalla “maniera greca”, ancora legata a modelli bizantini e a forme stilizzate, a una nuova rappresentazione capace di restituire emozioni e affetti in modo inedito. Tale cambiamento prese forma nel cantiere della Basilica superiore di San Francesco ad Assisi a partire dal 1288. Fu proprio in questo contesto che il giovane Giotto, prima con le Storie di Isacco e successivamente con il ciclo della Legenda francescana, elaborò un nuovo codice figurativo destinato a esercitare un’influenza profonda sull’arte italiana del Trecento, rapidamente assimilato anche dagli artisti attivi in Umbria. La centralità di Assisi e della fabbrica francescana rimase salda negli anni successivi, grazie alla presenza di importanti maestri comeSimone Martini, impegnato nella cappella di San Martino e nel transetto destro della chiesa inferiore, Pietro Lorenzetti, autore delle Storie della Passione nel transetto sinistro, e il Maestro di Figline, che si occupò della decorazione della sagrestia e di alcune vetrate della basilica francescana. 

La mostra intende raccontare questa straordinaria stagione artistica attraverso oltre sessanta opere dei suoi protagonisti più significativi, tra cui Giotto, Simone Martini e Pietro Lorenzetti, realizzate negli anni della loro attività ad Assisi. L’esposizione metterà inoltre in luce l’intensainfluenza esercitata su numerosi artisti locali, che seppero recepire e reinterpretare con originalità le novità introdotte da questi maestri. Un’importante occasione per valorizzare il ricco patrimonio artistico umbro, diffuso su tutto il territorio regionale, comprese le aree meno note.

Il percorso espositivo ripercorrerà le diverse fasi dell’attività di Giotto nella Basilica di San Francesco attraverso opere coeve. Si parte dagli esordi, documentati dalla Madonna col Bambinodella Pieve di San Lorenzo a Borgo San Lorenzo e dalla Madonna col Bambino e angeli di San Giorgio alla Costa, per arrivare alla fase più matura, rappresentata dal frammento di affresco con una Figura allegorica, proveniente dalla chiesa inferiore di San Francesco e oggi conservato al Szépmüvészeti Múzeum di Budapest. A testimoniare l’evoluzione stilistica del maestro concorrono anche capolavori come la Madonna col Bambino dell’Ashmolean Museum di Oxford e il pannello con la Pentecoste della National Gallery di Londra, in origine parte di un dossale francescano.

Il percorso nelle sale della Galleria Nazionale dell’Umbria proseguirà illustrando la svolta gotica introdotta dalla rivoluzione giottesca e il proseguimento della decorazione della basilica grazie agli interventi di Simone Martini, di cui vengono riunite le opere orvietane, di Pietro Lorenzetti, presente con alcune tavole giovanili provenienti dai Musei Diocesani di Cortona e Pienza, e del Maestro di Figline, del quale viene proposta l’ambiziosa ricostruzione del polittico di provenienza umbra oggi disperso tra importanti musei e collezioni internazionali. 

L’eredità di Giotto, così come quella di Simone Martini e Pietro Lorenzetti, ebbe un impatto profondo sui pittori d’origine umbra, formatisi nel contesto del cantiere francescano e nei principali centri culturali della regione, da Perugia a Gubbio, da Assisi a Montefalco, da Foligno a Spoleto e Orvieto. La mostra si propone di riportare all’attenzione del grande pubblico questi artisti a lungo rimasti nell’ombra. Le diverse sezioni espositive approfondiranno figure di grande fascino, spesso anonime, come il Maestro della Croce di Gubbio, il Maestro di Cesi, il Maestro del Farneto, Marino di Elemosina e Palmerino di Guido, il cosiddetto Espressionista di Santa Chiara, collaboratore di Giotto nel cantiere della basilica inferiore. Per le fasi più avanzate del Trecento, specifici approfondimenti sono dedicati a Puccio Capanna, al Maestro della Croce di Trevi e alle raffinate produzioni del Maestro di Fossa e del Maestro della Croce d’Argento.

Il percorso espositivo troverà il suo ideale completamento negli affreschi realizzati dagli artisti protagonisti della mostra nella Basilica di San Francesco ad Assisi e nel Museo del Tesoro del Sacro Convento, dove è conservato il prezioso calice realizzato dall’orafo Guccio di Mannaia e donato al santuario da papa Niccolò IV, promotore della rapida decorazione pittorica della chiesa superiore.

Articolo tratto da "Finestre sull'Arte"


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