Una giornata dove le porte si aprono, eccezionalmente per noi, a luoghi capaci di raccontare, in modi diversi, il rapporto tra uomini, storia e territorio.
Cominceremo nella campagna di Sezzadio, tra l’Abbazia romanica di Santa Giustina e la raccolta presso Santa Maria di Banno, per poi raggiungere Santo Stefano Belbo, entrando nel paesaggio di colline, vigne e parole di Cesare Pavese.
Nel pomeriggio ci attende un incontro particolare: il Castello di Calosso, dimora privata ancora abitata, dove sarà la famiglia Balladore Pallieri ad accoglierci e a condividere la storia della propria casa.
Infine Canelli e le Cattedrali Sotterranee Bosca, chilometri di gallerie scavate nel tufo e legate alla cultura dello spumante, nel cuore dei paesaggi vitivinicoli riconosciuti dall’UNESCO.
Aperture straordinarie, patrimonio medievale, incontri privati, letteratura e cultura del vino:
una giornata decisamente fuori dall’ordinario, costruita per entrare nei luoghi, più che semplicemente visitarli.

La giornata comincia nella campagna di Sezzadio, con l’Abbazia di Santa Giustina, la cui tradizione riconduce la fondazione all’epoca longobarda e che conserva l’impronta della grande ricostruzione romanica dell’XI secolo. Scenderemo nella suggestiva cripta romanica, con il raro pavimento musivo in tessere bianche e nere, per poi leggere gli affreschi tardogotici che ancora accompagnano le pareti e l’abside della chiesa.
Poco distante incontreremo la più raccolta Santa Maria di Banno, documentata fin dal XII secolo e legata alla presenza benedettina e poi cistercense.
La sua storia di grangia monastica, luogo quindi anche di organizzazione e lavoro agricolo, ci offre la prima chiave della giornata: il rapporto profondo tra comunità, spiritualità e terra.
Da qui lasceremo Sezzadio per raggiungere le colline della Valle Belbo e Santo Stefano Belbo.

A Santo Stefano Belbo torneremo al Bar Roma, un indirizzo che abbiamo già avuto modo di conoscere e apprezzare in passato.
Lo abbiamo scelto proprio per quella cucina autenticamente piemontese, semplice e senza costruzioni, capace di mantenere un rapporto diretto con il territorio: una dimensione che, nelle Langhe di oggi, non è più così scontato incontrare.
Sarà quindi anche il pranzo a partecipare, con discrezione, al racconto della giornata.
Non abbiamo previsto un menù fisso, ma semplicemente prenotato i posti.
Ciascuno avrà la possibilità di scegliere alla carta e pagare individualmente sul posto.
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Dopo pranzo lasceremo Santo Stefano Belbo per inoltrarci tra le colline verso Calosso, dove alle 15.00 saremo accolti al Castello della famiglia Balladore Pallieri.
Non sarà semplicemente la visita ad una dimora storica.
Il castello è ancora oggi una casa privata abitata e sarà proprio la famiglia che ne custodisce la storia ad aprirci le porte e a raccontarcela.
Le origini del castello risalgono al Medioevo e la sua architettura conserva le tracce delle diverse trasformazioni avvenute nei secoli: dall'antica funzione difensiva, ancora leggibile in alcune parti della struttura e nei sotterranei, alla successiva trasformazione in residenza signorile.
Negli ambienti interni incontreremo testimonianze della vita della dimora, mentre particolarmente curiosa è la piccola cappella dedicata a Sant'Alessandro Sauli, vescovo di Pavia, che proprio nel castello morì nel 1592 durante una visita pastorale.
Sarà soprattutto un incontro con il tema della custodia: quella di una famiglia che continua ad abitare un luogo ricevuto dalla storia e a prendersene cura nel presente.
Da Calosso ci sposteremo quindi verso Canelli, dove alle 17.00 ci attenderà l'ultimo capitolo della giornata.
Scenderemo nelle Cattedrali Sotterranee Bosca, entrando in quella sorprendente città del vino che si sviluppa sotto le strade e le case di Canelli. Tra il XVI e il XIX secolo furono scavati nel tufo chilometri di gallerie e ambienti sotterranei; temperatura e umidità naturalmente costanti li resero luoghi ideali per la conservazione e, successivamente, per la produzione e l'affinamento degli spumanti che avrebbero segnato profondamente la storia economica e culturale della città.
Sono architetture nate dal lavoro e non dalla volontà di rappresentare il potere o la fede, eppure la loro ampiezza e la successione delle volte hanno suggerito nel tempo il nome di “Cattedrali Sotterranee”.
Oggi costituiscono una delle testimonianze più significative della cultura vitivinicola di Canelli, all'interno del territorio riconosciuto dall'UNESCO nei Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato.
La visita si concluderà con una degustazione Bosca, prima di riprendere il viaggio verso casa.